Lezione 2 – ANATOMIA
L’Anatomia Umana
L’anatomia umana, dal greco ανατομή [anatome’], “dissezione”, è la scienza che studia la conformazione e la struttura del corpo umano. È suddivisa in anatomia macroscopica e anatomia microscopica. L’anatomia macroscopica (chiamata anche antropotomia) si occupa di studiare le strutture anatomiche che possono essere viste senza l’aiuto del microscopio. L’anatomia microscopica, invece, studia le strutture anatomiche minute mediante l’ausilio del microscopio, ed include l’istologia (studio dell’organizzazione dei tessuti) e la citologia (studio delle cellule).
Il nostro corpo è formato da un insieme di tessuti di varia tipologia che, combinandosi tra loro, vanno a creare gli organi, i quali, secondo dei legami strutturali ben specifici, si uniscono tra di loro formando degli apparati o dei sistemi.
L’apparato è un insieme di organi funzionalmente e morfologicamente diversi tra loro che non hanno la stessa derivazione embriologica (es.: apparato digerente), ossia che si sviluppano da foglietti embrionali diversi, che corrispondono alla prima differenziazione di un embrione in diversi strati cellulari.
Un sistema invece è un insieme di organi funzionalmente e morfologicamente simili tra loro che hanno la stessa derivazione embriologica (es.: sistema nervoso).
Nel corpo umano, si distinguono i seguenti apparati:
◾apparato digerente: composto da bocca, faringe, esofago, stomaco, intestino tenue, intestino crasso e ano, ha il compito di digerire il cibo ingerito e di assimilarne i nutrienti fondamentali all’organismo;
◾apparato respiratorio: consente lo scambio gassoso tra il corpo e l’atmosfera;
◾apparato circolatorio o cardo-vascolare: si occupa del flusso del sangue all’interno dell’organismo, trasportando sostanze nutritive e di rifiuto;
◾apparato tegumentario: rappresentato dalla pelle e dai suoi annessi, ha la funzione di rivestire e proteggere il corpo e secernere prodotti di scarto;
◾apparato riproduttore: contenente tutti gli organi incaricati del processo riproduttivo;
◾apparato escretore o urinario: composto da reni, uretere, vescica e uretra, si occupa di raccogliere e smaltire tutti i prodotti di rifiuto dell’organismo.
Invece, è possibile individuare i seguenti 4 sistemi:
◾sistema scheletrico: formato dall’insieme delle ossa, svolge la funzione di sostegno;
◾sistema muscolare: strettamente connesso con quello scheletrico, è composto dai muscoli volontari ed involontari e si occupa del movimento;
◾sistema nervoso: diviso in centrale e periferico, include organi e strutture addette al coordinamento motorio e del sistema endocrino;
◾sistema endocrino: costituito dalle ghiandole interne che secernono ormoni.
Durante un soccorso, un primo soccorritore o un bagnino di salvataggio deve dare priorità ai principali organi vitali e, specialmente per eseguire la rianimazione cardio-polmonare, deve conoscere l’apparato respiratorio e l’apparato cardio-vascolare.
Tessuti, organi, sistemi e apparati
In biologia, si definisce tessuto quel livello superiore di organizzazione cellulare costituito da un insieme di cellule strutturalmente simili associate per funzione. L’organo è un’unità costituita dall’associazione di tessuti diversi che svolgono funzioni tra loro integrate. Gli organi rappresentano parti spazialmente definite nel corpo, formano delle unità di lavoro specializzate e presentano rapporti, struttura e funzioni caratteristiche.
Gli organi fanno parte ed operano in sistemi o apparati, che permettono lo svolgersi in maniera coordinata delle funzioni dell’organismo. Entrambi sono insiemi di organi, ma presentano delle differenze.
Per sistema si intende un insieme di organi omogenei per funzione e struttura che collaborano ad uno scopo comune. Per apparato, invece, si intende un raggruppamento di organi diversi sia per funzione che per struttura e spesso anche per origine embriologica, che collaborano ad uno scopo comune.
L’apparato cardio-vascolare
L’apparato cardiocircolatorio o cardiovascolare è composto dal cuore e dal sistema chiuso dei vasi sanguigni, che possono essere arteriosi e venosi: i primi trasportano sangue dal cuore alla periferia, mentre i secondi riportano il sangue dalla periferia al cuore.
L’apparato cardiocircolatorio può essere considerato come un sistema idraulico a circuito chiuso, con il cuore che, fungendo da pompa, tiene in circolazione il sangue contenuto nei vasi.
Il cuore è un organo muscolare diviso in due metà tra loro indipendenti. Ciascuna metà è suddivisa in due cavità, una superiore detta atrio e una inferiore detta ventricolo, le quali comunicano tra loro attraverso degli orifizi dotati di valvole atrio-ventricolari. La metà sinistra del cuore contiene sangue ricco di ossigeno, mentre la metà destra contiene sangue ricco di anidride carbonica.
La circolazione sanguigna
Il sangue scorre a ciclo continuo all’interno del corpo attraverso una fitta rete di vasi sanguigni. L’apparato respiratorio e quello cardiocircolatorio sono fortemente collegati: si parla infatti di apparato cardiocircolatorio-respiratorio, dividendo la circolazione in piccola circolazione, che riguarda cuore e polmoni, e grande circolazione, che riguarda cuore e periferia.
Dal ventricolo sinistro il sangue viene spinto nell’arteria principale, detta aorta, da cui si dipartono tutte le altre arterie che portano il sangue ricco di ossigeno e con molta pressione nei tessuti dell’organismo. Questi vasi arteriosi, dopo essersi suddivisi fino a diventare capillari arteriosi e avendo quindi ceduto ai tessuti ossigeno in cambio di anidride carbonica, diventano capillari venosi e infine vene, che trasportano sangue povero di ossigeno, con poca pressione e ricco di anidride carbonica al cuore nell’atrio destro (grande circolazione).
Dall’atrio destro il sangue povero di ossigeno passa nel ventricolo destro, che lo spinge verso i polmoni attraverso l’arteria polmonare. L’arteria polmonare, che è l’unica che porta sangue povero di ossigeno (come la vena polmonare è l’unica con sangue ricco di ossigeno), si ramifica nei polmoni e nei bronchi fino ad arrivare, sotto forma di capillari, a contatto con gli alveoli polmonari, piccole cavità sacciformi situate all’estremità dei bronchioli dove avviene lo scambio gassoso tra ossigeno e anidride carbonica.
Il sangue, ora nuovamente ricco di ossigeno, attraversa i capillari venosi polmonari che si raggruppano nelle vene polmonari, che a loro volta riportano il sangue nell’atrio sinistro del cuore (piccola circolazione).
Dall’atrio sinistro il sangue viene spinto nuovamente al ventricolo sinistro e il ciclo può così ricominciare.
IN BREVE: Il ventricolo sinistro, contraendosi, spinge il sangue arterioso, ricco di ossigeno verso tutto l’organismo e i tessuti periferici. Qui il sangue cede ossigeno alle cellule, riceve l’anidride carbonica prodotta dal metabolismo e attraverso le vene torna al cuore nell’atrio destro. Da qui, passa al ventricolo destro che lo spinge verso i polmoni. Nei polmoni il sangue, entrando in contatto con gli alveoli polmonari, si libera dell’anidride carbonica e si arricchisce di ossigeno. A questo punto torna al cuore nell’atrio sinistro, viene nuovamente spinto al ventricolo sinistro ed il ciclo ricomincia.
Come calcolare il battito cardiaco
Il passaggio del sangue all’interno delle arterie genera una dilatazione progressiva, detta onda sfigmica, cioè l’onda creata dal sangue quando esce dal cuore e raggiunge il sistema periferico. La percezione di questa dilatazione viene definita polso.
Il polso è percepibile maggiormente in alcune zone del nostro corpo: il più comune e affidabile è il polso carotideo.
Per la rilevazione del polso, si utilizzano generalmente i polpastrelli di indice e medio evitando di disporre le dita di piatto. Si posizionano le dita anteriormente al muscolo sternocleidomastoideo (muscolo del collo che origina dal capo dello sterno e dal capo della clavicola) sotto l’angolo della mandibola, lateralmente alla trachea e alle cartilagini della laringe. Creando una leggera pressione verso l’interno per alcuni secondi, si identificano le caratteristiche fondamentali del polso: frequenza, ritmo e ampiezza.
1 – Frequenza
La frequenza cardiaca è il numero di battiti del cuore al minuto. Insieme alla temperatura corporea, la pressione sanguigna e il ritmo respiratorio, è una delle funzioni vitali.
La frequenza cardiaca può variare a seconda di vari fattori, quali l’età, il sesso, lo stato di agitazione, lo sforzo fisico, l’uso di sostanze stupefacenti, l’assunzione di farmaci, la temperatura corporea.
In un adulto a riposo, è normalmente compresa tra i 60-80 battiti al minuto. Quando la frequenza è superiore ai 100 battiti, si parla di tachicardia, mentre quando è inferiore ai 60 battiti si parla di bradicardia. Se il battito cardiaco a riposo è superiore ai 120 battiti o inferiore ai 50 battiti al minuto, può essere un segnale di una condizione che necessita un soccorso avanzato.
In un neonato, la frequenza cardiaca è normalmente più veloce rispetto all’adulto, compresa tra i 120-160 battiti al minuto. Valori a partire da 180 battiti in poi necessitano di soccorso avanzato.
I bambini di età tra i 2 e gli 8 anni hanno una frequenza cardiaca compresa tra 80-150 battiti al minuto. Se i battiti sono superiori a 150 o inferiori a 80, potrebbe essere dovuto a gravi patologie che necessitano di soccorso avanzato.
2 – ritmo
Il ritmo è il tempo che intercorre tra un battito e l’altro. Il polso è definito regolare o ritmico quando gli intervalli tra i battiti sono costanti. Quando gli intervalli non sono costanti il polso è chiamato irregolare o aritmico.
3 – ampiezza
Per ampiezza si intende la pressione esercitata dal flusso sanguigno sulla parete dell’arteria. Quando la forza con cui viene dilatata l’arteria è intensa, il polso è pieno. Quando invece la pulsazione è fievole e sottile, si parla di polso debole.
L’Apparato respiratorio
L’apparato respiratorio comprende tutti gli organi che consentono all’aria di penetrare dall’ambiente esterno nell’organismo. Quando essa entra in contatto con il sangue, si verificano gli scambi gassosi fra ossigeno e anidride carbonica.
L’ossigeno giunge all’interno del nostro corpo attraverso la fase dell’ispirazione. Tramite il sangue, l’ossigeno raggiunge tutte le nostre cellule, le quali rilasciano ai globuli rossi i cataboliti, o prodotti di scarto (tra cui l’anidride carbonica), che vengono eliminati durante l’espirazione.
Dal punto di vista strutturale, l’apparato respiratorio è costituito da:
◾naso;
◾faringe;
◾laringe;
◾trachea;
◾bronchi;
◾polmoni;
◾pleura.
Il naso: vestibolo nasale e cavità nasali
Il naso è una piramide osteo-cartilaginea cava situata nel massiccio-facciale e sporgente per un terzo da esso. Nel naso iniziano i processi di riscaldamento e di umidificazione che terminano negli alveoli.
La faringe
La faringe è un organo che si estende dalla base del cranio fino alla sesta vertebra cervicale. Oltre a trasportare l’aria, un’altra sua funzione è difendere l’organismo dai virus tramite le tonsille, situate al suo interno.
La laringe
La laringe è l’ultimo tratto delle vie aeree superiori, preceduta dalla faringe e seguita dalla trachea. Essa svolge molteplici funzioni: permette il passaggio dell’aria, consente la fonazione tramite la vibrazione delle corde vocali e protegge la trachea durante la deglutizione grazie all’epiglottide.
La trachea
La trachea è costituita da un condotto fibromuscolare e cartilagineo a forma di cilindro che termina biforcandosi nel bronco destro e sinistro. La sua funzione primaria è trasferire l’aria dall’esterno verso i polmoni.
I bronchi
Il bronco è la ramificazione terminale della trachea. I due bronchi, di uguale struttura, si dirigono verso l’ilo polmonare, dove si dividono ulteriormente per formare un’arborizzazione all’interno dei polmoni, chiamata albero bronchiale.
I polmoni
I polmoni sono gli organi essenziali per la respirazione. La loro principale funzione è trasportare l’ossigeno atmosferico ai fluidi corporei come sangue o emolinfa ed espellere anidride carbonica da essi all’atmosfera.
L’albero bronchiale al loro interno si ramifica sempre di più formando i bronchioli terminali, dove si trovano gli alveoli, cellule specializzate che hanno struttura sacciforme. Questi sono circondati da capillari, dove hanno sede gli scambi gassosi: l’emoglobina, proteina del sangue, rilascia l’anidride carbonica e riceve l’ossigeno grazie alla differenza di pressione creata dall’alveolo.
Inoltre, all’interno dell’alveolo esistono determinate cellule che secernono specializzate sostanze come il surfattante, il quale impedisce all’alveolo di dilatarsi troppo durante l’inspirazione e collassare nell’espirazione. Questo assume un ruolo molto importante durante la fase dell’annegamento.
Solo l’aria che ha raggiunto gli alveoli partecipa allo scambio gassoso: la rimanente occupa uno spazio che viene definito ‘spazio morto anatomico’. Proprio questa zona permette al soccorritore di praticare le manovre di rianimazione della respirazione.
La pleura
La pleura è la membrana che avvolge singolarmente ciascun polmone. Al suo interno si trova il liquido pleurico, fondamentale per permettere ai polmoni di dilatarsi negli scambi respiratori.
Un altro organo muscolare rilevante che però non fa parte dell’apparato respiratorio è la lingua, fonte di molti problemi respiratori. Se l’infortunato è privo di coscienza, i muscoli mandibolari e linguali si rilassano e la lingua poggia sulla faringe ostruendo le vie respiratorie.
Come calcolare la respirazione
La respirazione è costituita da diversi fattori, i quali devono essere considerati per effettuarne il calcolo. Questi sono frequenza, ritmo, profondità, rumore e simmetria.
1 – Frequenza
La frequenza respiratoria (diversa da quella cardiaca) è il numero di atti respiratori compiuti al minuto. In un adulto a riposo, si aggira intorno alle 12/16 respirazioni al minuto. Se la frequenza respiratoria è superiore a 28 o inferiore a 10 è da considerarsi come una situazione anomala, che se persiste necessita di un soccorso medico avanzato.
La frequenza varia anche a seconda del momento della giornata (ad esempio si abbassa di notte, mentre si alza dopo mangiato), ma anche lo stress, un’emozione improvvisa e soprattutto l’attività fisica causano un aumento dei battiti del tutto fisiologico.
2 – ritmo
Il ritmo respiratorio è il ritmo dei movimenti alternati d’inspirazione e di espirazione, che si verificano durante l’atto respiratorio. La respirazione viene considerata regolare quando l’intervallo tra gli atti respiratori è costante, e diviene irregolare quando varia l’intervallo tra le respirazioni. Un ritmo irregolare è quasi sempre dovuto ad un’alterazione neurologica e necessita di soccorso medico avanzato.
3 – PROFONDITà
Per profondità si intende il numero di muscoli coinvolti nella respirazione e, di conseguenza, la quantità d’aria inspirata ed espirata: in fase di inspirazione normale si contraggono i muscoli intercostali e il diaframma, che vengono rilasciati durante il processo di espirazione, che consente l’espulsione dell’aria dai polmoni. Durante uno sforzo fisico, in cui l’inspirazione è forzata, intervengono anche altri muscoli definiti ‘muscoli accessori inspiratori’, quali gli sternocleidomastoidei, i pettorali, i dentati anteriori, gli scaleni e il trapezio. Analogamente, nell’espirazione intervengono, oltre agli intercostali, i muscoli addominali, il grande dorsale e il quadrato dei lombi. Se l’utilizzo di questa muscolatura accessoria dovesse persistere più del dovuto, è necessario l’intervento di un soccorso avanzato.
4 – rumore
La respirazione è, di norma, un atto silenzioso. I rumori insoliti durante la respirazione possono indicare la necessità di soccorso medico avanzato. Questi possono definire diversi tipi di respirazione:
◾ Respirazione russante: la causa principale è data dalla base della lingua che si poggia sulla faringe, generando un’ostruzione parziale della respirazione;
◾ Respirazione rantolante o gorgogliante: può presentarsi quando vi sono sostanze liquide nelle vie aeree (annegamento) ed il suo suono è simile all’acqua durante l’ebollizione;
◾ Respirazione gracidante: è dovuta all’eccessiva contrazione dei muscoli della laringe, causata, ad esempio, da infiammazioni, allergie o infezioni. Anche questo rumore può sorgere in fase di annegamento e il suo suono assomiglia a quello emesso dagli uccelli;
◾ Respirazione sibilante: è un fischio o sibilo dovuto a una contrazione della muscolatura bronchiale che rende difficoltosa la fuoriuscita dell’aria durante l’espirazione. La respirazione può generare un senso di soffocamento che si può riscontrare in caso di asma bronchiale, infezioni polmonari o addirittura in casi più gravi di insufficienza cardiaca.
5 – simmetrià
La normale respirazione è formata da una simmetrica espansione del torace in fase di inspirazione ed espirazione e da un adeguato utilizzo dei muscoli nella respirazione. Un’asimmetria dei movimenti toracici è indice di respirazione patologica, che indica spesso una grave condizione fisica e necessita di soccorso avanzato.
La respirazione risulta inadeguata quando non soddisfa il fabbisogno metabolico, quindi necessita sempre di un soccorso. Si può riscontrare attraverso i seguenti sintomi:
◾Movimenti della respirazione localizzati unicamente sulla parete addominale, senza una valida escursione toracica.
◾Impiego dei soli muscoli del collo durante la respirazione.
◾Rumori della respirazione.
◾Frequenza respiratoria troppo rapida o troppo lenta.
◾Respirazione molto superficiale o molto profonda.
◾Colorito cutaneo bluastro (cianosi).
◾Inspirazioni o espirazioni troppo prolungate.
◾Affanno che limita o impedisce la capacità di parlare.
◾Movimenti toracici assenti, minimi o non uniformi.