Lezione 6 – TRAUMATOLOGIA

Traumi a carico degli arti

Contusione

DIStorsione

◾Grado 0: trauma articolare in cui non si osserva alcun danno anatomico a carico dei legamenti; 

◾Grado 1: trauma di lieve entità che provoca un danno a livello microscopico, senza interruzione di continuità; 

◾Grado 2: trauma di media entità che provoca una rottura parziale del legamento con interruzione di alcune fibre; 

lussazione

frattura

politrauma

Traumi gravi

trauma cranico

◾ esterne: contusione del cuoio capelluto, affossamenti, ferite o fratture della calotta cranica con frammenti ossei o materiale cerebrale visibile, incrinatura dell’osso, oggetti che penetrano all’interno della testa. Talvolta le lesioni non si evidenziano, ma si manifestano con sanguinamento dal naso o dalle orecchie; 

◾ interne: commozione cerebrale, contusione cerebrale, anossia cerebrale (insufficiente ossigenazione del cervello). Un trauma cranico può anche causare la rottura di un vaso sanguigno. Il sangue, in tal caso, fuoriesce e si raccoglie tra le ossa craniche comprimendo il cervello, formando un ematoma cerebrale. 

Con un trauma cranico lieve, il paziente può rimanere in stato di coscienza o può perdere coscienza per pochi secondi o minuti. La persona può anche sentirsi confusa o disorientata per alcuni giorni o settimane dopo il danno iniziale. Altri sintomi sono: 

◾cefalea (mal di testa); 

◾confusione mentale; 

◾sensazione di leggerezza alla testa; 

◾eccessiva sonnolenza diurna; 

◾visione doppia, visione confusa, oppure occhi stanchi; 

◾ronzio all’udito; 

◾cattivi sapori alla bocca; 

◾fatica o letargia (stato di spossatezza con calo di energie, riduzione della vigilanza e dell’attività fisica e mentale); 

◾cambio nei ritmi del sonno; 

◾cambi nel comportamento o nell’umore; 

◾problemi con la memoria, concentrazione, attenzione o pensiero. 

I sintomi possono regredire o rimanere gli stessi: il peggioramento dei sintomi indica un danno progressivo, come un’emorragia intracranica oppure la formazione di un edema cerebrale, che, bloccando il flusso del liquido cefalo-rachidiano (fluido corporeo trasparente e incolore che si trova nel sistema nervoso centrale), porta a idrocefalo, segno e fautore di danni più gravi. 
Con un trauma cranico moderato o grave, il paziente può mostrare gli stessi sintomi associati a: 

◾perdita di coscienza; 

◾cambiamenti nella personalità; 

◾mal di testa forte e persistente; 

◾vomito ripetuto o nausea; 

◾crisi epilettiche; 

◾impossibilità a svegliarsi; 

◾midriasi, cioè dilatazione oppure paralisi di una o di entrambe le pupille; 

◾disfasia: voce alterata, impastata, incomprensibile; 

◾debolezza, formicolio o addormentamento delle estremità; 

◾perdita nella coordinazione, e/o aumento della confusione, inquietudine o agitazione. 

I neonati con trauma cranico moderato o grave possono mostrare alcuni dei precedenti sintomi e altri specifici dei lattanti, come: 

◾pianto persistente; 

◾impossibilità a essere consolati; 

◾rifiuto a bere, essere allattati o mangiare. 

trauma della colonna vertebrale

trauma al torace

trauma addominale

◾Organi solidi: fegato, milza, pancreas. Lesionando questi organi, le possibilità di sopravvivenza dell’infortunato sono molto basse. 

◾Organi cavi: stomaco e intestino. 

Le lesioni addominali possono derivare da: 

◾Trauma chiuso: per schiacciamento degli organi interni o per strappamento degli organi interni o vasi sanguigni. Questo trauma porta lesioni molto gravi, che possono compromettere la vita della persona. 

◾Trauma penetrante: oggetti che penetrano o lacerano la parete addominale e gli organi, e si verifica una grossa fuoriuscita di sangue e altri liquidi. 

Emorragie

◾superficiali: interessano solamente la barriera cutanea (epidermide e derma) o la mucosa; 

◾profonde: interessano anche i tessuti sottostanti (tessuto adiposo, fascia, tessuto muscolare); 

◾penetranti: se mettono in comunicazione l’esterno con la cavità toracica, addominale o cranica (in questo caso, non bisogna assolutamente cercare di rimuovere l’oggetto penetrante).  

emorragia arteriosa

emorragia venosa

emorragia capillare

PUNTI DI PRESSIONE

Lezione 6 – TRAUMATOLOGIA

Traumi a carico degli arti

Contusione

DIStorsione

◾Grado 0: trauma articolare in cui non si osserva alcun danno anatomico a carico dei legamenti; 

◾Grado 1: trauma di lieve entità che provoca un danno a livello microscopico, senza interruzione di continuità; 

◾Grado 2: trauma di media entità che provoca una rottura parziale del legamento con interruzione di alcune fibre; 

lussazione

frattura

politrauma

Traumi gravi

trauma cranico

◾ esterne: contusione del cuoio capelluto, affossamenti, ferite o fratture della calotta cranica con frammenti ossei o materiale cerebrale visibile, incrinatura dell’osso, oggetti che penetrano all’interno della testa. Talvolta le lesioni non si evidenziano, ma si manifestano con sanguinamento dal naso o dalle orecchie; 

◾ interne: commozione cerebrale, contusione cerebrale, anossia cerebrale (insufficiente ossigenazione del cervello). Un trauma cranico può anche causare la rottura di un vaso sanguigno. Il sangue, in tal caso, fuoriesce e si raccoglie tra le ossa craniche comprimendo il cervello, formando un ematoma cerebrale. 

Con un trauma cranico lieve, il paziente può rimanere in stato di coscienza o può perdere coscienza per pochi secondi o minuti. La persona può anche sentirsi confusa o disorientata per alcuni giorni o settimane dopo il danno iniziale. Altri sintomi sono: 

◾cefalea (mal di testa); 

◾confusione mentale; 

◾sensazione di leggerezza alla testa; 

◾eccessiva sonnolenza diurna; 

◾visione doppia, visione confusa, oppure occhi stanchi; 

◾ronzio all’udito; 

◾cattivi sapori alla bocca; 

◾fatica o letargia (stato di spossatezza con calo di energie, riduzione della vigilanza e dell’attività fisica e mentale); 

◾cambio nei ritmi del sonno; 

◾cambi nel comportamento o nell’umore; 

◾problemi con la memoria, concentrazione, attenzione o pensiero. 

I sintomi possono regredire o rimanere gli stessi: il peggioramento dei sintomi indica un danno progressivo, come un’emorragia intracranica oppure la formazione di un edema cerebrale, che, bloccando il flusso del liquido cefalo-rachidiano (fluido corporeo trasparente e incolore che si trova nel sistema nervoso centrale), porta a idrocefalo, segno e fautore di danni più gravi. 
Con un trauma cranico moderato o grave, il paziente può mostrare gli stessi sintomi associati a: 

◾perdita di coscienza; 

◾cambiamenti nella personalità; 

◾mal di testa forte e persistente; 

◾vomito ripetuto o nausea; 

◾crisi epilettiche; 

◾impossibilità a svegliarsi; 

◾midriasi, cioè dilatazione oppure paralisi di una o di entrambe le pupille; 

◾disfasia: voce alterata, impastata, incomprensibile; 

◾debolezza, formicolio o addormentamento delle estremità; 

◾perdita nella coordinazione, e/o aumento della confusione, inquietudine o agitazione. 

I neonati con trauma cranico moderato o grave possono mostrare alcuni dei precedenti sintomi e altri specifici dei lattanti, come: 

◾pianto persistente; 

◾impossibilità a essere consolati; 

◾rifiuto a bere, essere allattati o mangiare. 

trauma della colonna vertebrale

trauma al torace

trauma addominale

◾Organi solidi: fegato, milza, pancreas. Lesionando questi organi, le possibilità di sopravvivenza dell’infortunato sono molto basse. 

◾Organi cavi: stomaco e intestino. 

Le lesioni addominali possono derivare da: 

◾Trauma chiuso: per schiacciamento degli organi interni o per strappamento degli organi interni o vasi sanguigni. Questo trauma porta lesioni molto gravi, che possono compromettere la vita della persona. 

◾Trauma penetrante: oggetti che penetrano o lacerano la parete addominale e gli organi, e si verifica una grossa fuoriuscita di sangue e altri liquidi. 

Emorragie

◾superficiali: interessano solamente la barriera cutanea (epidermide e derma) o la mucosa; 

◾profonde: interessano anche i tessuti sottostanti (tessuto adiposo, fascia, tessuto muscolare); 

◾penetranti: se mettono in comunicazione l’esterno con la cavità toracica, addominale o cranica (in questo caso, non bisogna assolutamente cercare di rimuovere l’oggetto penetrante).  

emorragia arteriosa

emorragia venosa

emorragia capillare

PUNTI DI PRESSIONE

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