Lezione 12 – La Piscina
La legislazione italiana impone ai proprietari, concessionari o gestori di piscine di garantirne la sorveglianza con personale qualificato.
È fondamentale che il Bagnino conosca la propria zona di controllo e le sue responsabilità, sfruttando al meglio le postazioni di sorveglianza e sapendo riconoscere nei tempi dovuti i comportamenti di un nuotatore in difficoltà.
La Maglietta e il Fischietto
Il Bagnino, durante il servizio, deve indossare sempre l’uniforme, ossia la maglietta rossa con scritta “SALVATAGGIO” che lo identifica.
Il Bagnino ha, come miglior mezzo di comunicazione nei confronti dei bagnanti e degli altri bagnini, il fischietto, il cui codice è:
◾Un singolo segnale (fischio) = ATTENZIONE;
◾Un doppio segnale = PERSONA IN DIFFICOLTÀ;
◾Un triplo segnale = OPERAZIONE DI SOCCORSO IN ATTO.
Le Attrezzature di Soccorso
Il Bagnino ha a disposizione la seguente attrezzatura di soccorso:
◾uno o più salvagenti anulari con sagola lunga la metà della diagonale massima della piscina (obbligatorio);
◾cassetta di primo soccorso, pallone Ambu, maschere per la respirazione artificiale (obbligatorio);
◾asta in materiale leggero con o senza anello finale (facoltativo);
◾salvagenti come il Rescue-Can (detto volgarmente Baywatch) e Torpedo (facoltativi).
Inoltre, il Bagnino deve avere sempre a disposizione un kit medico contenente:
◾3 bombolette individuali di ossigeno da un litro e senza riduttore di pressione;
◾1 cannula di respirazione bocca a bocca;
◾1 pallone Ambu o altra apparecchiatura riconosciuta equipollente dalle autorità sanitarie competenti;
◾1 cassetta di primo soccorso, all’interno della quale, secondo la normativa vigente, sono presenti i seguenti medicinali:
◾analettico in gocce per stimolare l’attività del sistema nervoso centrale;
◾Tranex o Ugurol in fiale per il trattamento di sanguinamenti;
◾antistaminico orale o parenterale per alleviare i sintomi causati da reazioni allergiche;
◾aspirina per il trattamento di febbre o dolori muscolari, primidone per il trattamento di convulsioni e alcuni tipi di epilessia, analgesico per alleviare il dolore e antipiretico per abbassare la temperatura corporea;
◾cortisone e adrenalina in fiale per migliorare la reattività dell’organismo;
◾nitroderivato per stimolare la vasodilatazione;
◾alcol denaturato o acqua ossigenata per disinfettare;
◾tintura di iodio per disinfettare la cute;
◾garze e bende di vario tipo, cerotti;
◾laccio emostatico;
◾cotone emostatico;
◾ammoniaca per controllare la funzionalità epatica e renale;
◾siringhe da 2,5 cc e da 10 cc;
◾forbici sterilizzate;
◾sfigmomanometro per misurare la pressione e fonendoscopio per l’auscultazione delle viscere.
Il Regolamento della Psicina
Il Bagnino ha il dovere di far rispettare il regolamento della piscina. In esso sono contenute norme, circolari e regolamenti delle Istituzioni ed Enti Locali vigenti in materia, e i comportamenti che tutti coloro che hanno accesso agli impianti hanno l’obbligo di rispettare.
Il rispetto al regolamento è la maggior garanzia di prevenzione di incidenti. Il regolamento deve essere esposto ben in vista all’ingresso dell’impianto, in modo che tutti i frequentatori ne prendano visione. Inoltre, negli impianti di piccole dimensioni, il Bagnino dovrebbe contribuire alla realizzazione del regolamento stesso.
Il PH
Il PH indica la misura dell’acidità e della basicità dell’acqua. Queste proprietà vengono misurate con una scala, i cui valori vanno da 0 a 14.
L’acqua è neutra quando il PH è a 7. Con PH inferiore a 7, l’acqua è detta acida, mentre con PH superiore a 7 l’acqua è definita basica.
Il PH in piscina deve essere compreso tra 6,5 e 7,5, con valore ideale compreso tra 7,2 e 7,4. Nel caso in cui i valori non siano adeguati, è possibile eseguire la correzione del PH.
Con PH inferiore a 6,5, basta aggiungere delle quantità di pH+ tali da riportare il valore del PH a quello ideale. Con PH superiore a 7,5, aggiungere delle quantità di pH- tali da ritornare al valore di PH ideale.
La Disinfezione dell’Acqua
Nelle piscine, la disinfezione dell’acqua serve a combattere le infezioni causate dal continuo apporto di germi patogeni da parte degli utenti. Si distinguono due tipi di trattamenti disinfettanti: la filtrazione (azione meccanica) e la disinfezione pura (azione chimica).
LA filtrazione
La filtrazione è l’unico sistema in grado di ridurre la concentrazione di sostanze colloidali (sostanze organiche, soluzioni vischiose) attraverso il passaggio dell’acqua della piscina in filtri riempiti di sabbia.
Qualunque sia il filtro utilizzato, esso è sempre preceduto da un prefiltro per l’eliminazione di materiali più grossi come foglie, insetti ecc. Infine, con il controlavaggio, ottenuto facendo circolare l’acqua in senso contrario alla normale circolazione, viene eliminato tutto lo strato di flocculato insieme al carico inquinante.
I filtri più usati sono:
◾filtri lenti (a letto di sabbia): costituiti da un letto filtrante di più strati di minerale di dimensioni decrescenti dall’alto verso il basso. Con questi filtri è necessario l’uso di un flocculante, poiché i granelli di sabbia non sono sufficientemente piccoli ad impedire il passaggio di batteri e virus. Il flocculante (di solito solfato di alluminio) coagula le particelle colloidali ingrossandole e formando grossi fiocchi, che sedimentano e trascinano con sé quei microrganismi che sarebbero in grado di passare nel filtro.
◾filtri rapidi: il letto filtrante è costituito da uno strato di minerale delle stesse dimensioni granulari. Con questi filtri si può fare a meno del flocculante: l’elevata velocità di passaggio dell’acqua attraverso il letto filtrante provoca effetti analoghi a quelli ottenuti chimicamente con la flocculazione. L’efficacia di questi filtri è molto ridotta dopo il controlavaggio, e non offrono le stesse garanzie dei filtri lenti.
◾filtri a diatomee: le diatomee sono farine fossili sottilissime (di misure da 5 a 10 micron) usate a più strati che costituiscono un letto filtrante. I valori di filtrazione sono eccellenti, si può fare a meno del flocculante e i costi gestionali sono ridotti. Lo svantaggio più grande, tuttavia, è che le diatomee non sono completamente sicure, poiché vi è un’alta possibilità che esse possano finire in vasca, provocando grossi danni.
la clorazione
Il trattamento più usato per la disinfezione è la clorazione, eseguita facendo uso di cloroderivati (ipoclorito di calcio in polvere o di sodio in forma liquida, non cloro allo stato puro) che, a contatto con l’acqua, provocano la formazione di acido ipocloroso, un potente germicida. Affinché l’acido ipocloroso sia efficace, il trattamento deve essere effettuato su acque limpide con PH di esercizio intorno alla neutralità (6,5-7,5).
Infatti, la funzione del cloro è disinfettare l’acqua della piscina abbattendo le sostanze organiche (sudore, urina, sostanze di base ammonica). Pertanto, il cloro immesso in acqua si chiama cloro attivo, il quale, legandosi con le sostanze organiche (tossiche), forma il cloro combinato o clorammina (sostanza non tossica). Il cloro attivo deve essere compreso tra 0,7 e 1,5 mg/l, con valore ideale pari a 1,2mg/l.
Il cloro totale presente in vasca è la somma del cloro attivo più il cloro combinato (o clorammina). Le clorammine possono assumere la forma chimica di monoclorammina e diclorammina non tossiche, oppure triclorammina irritante alla pelle, alle mucose e agli occhi. Per non far formare triclorammina, si deve tenere il PH tra 7.2 e 7.5. Il cloro combinato non è più disinfettante, poiché è incapace di legarsi con le altre sostanze organiche presenti in acqua.
Il cloro totale è la somma del cloro attivo con il cloro combinato. Per eliminare le clorammine presenti in acqua, si fa ricorso ad un trattamento detto breakpoint: si aggiunge cloro all’acqua in quantità crescenti e si continua ad aggiungere cloro fino a raggiungere un punto critico (‘break point’), nel quale il materiale organico è del tutto ossidato e i batteri sono stati distrutti.
I metodi utilizzati per misurare la presenza di cloro possono essere manuali, mediante l’uso di vaschette colorimetriche capaci di evidenziare per confronto i valori del cloro e del PH dell’acqua, oppure mediante una misurazione elettrofisica o con tester fotometrici, molto più precisi ed attendibili dei metodi manuali.
Il Percorso dell’Acqua nella Piscina
L’acqua di una piscina non è continuamente alimentata dal fornitore, ma rimane sempre la stessa dopo essere stata regolarmente filtrata, disinfettata e corretta di PH.
L’acqua, dalla vasca della piscina, attraverso le canalette laterali, arriva nella vasca di compenso. Le pompe (generalmente 2) servono per dare pressione all’acqua: prendono l’acqua dalla vasca di compenso, la fanno passare attraverso il prefiltro e i due filtri e poi, attraverso la tubazione di mandata, ritorna in vasca dopo essere stata clorata dalla prima pompa dosatrice e variata correttamente di PH dalla seconda.
La vasca di compenso si chiama così perché serve a far compensare l’afflusso notevole di acqua dalla vasca centrale alle pompe, che, in sua mancanza, arriverebbe con troppa pressione ai filtri, i quali perderebbero la loro funzione di filtraggio.
Nella vasca di compenso è presente una centralina elettronica che misura il valore di cloro e di PH dell’acqua proveniente dalla vasca. Se i rispettivi valori sono diversi dai valori imposti per legge, la centralina manda un impulso elettronico alle due pompe dosatrici per far aggiungere cloro e variare il PH. Il Bagnino, pertanto, dovrà controllare che le taniche contenenti cloro e pH+/-, collegate alle due pompe dosatrici, siano sempre piene.
È importante non mescolare mai il cloro con un variatore di PH (pH+ o pH-), poiché si crea una sostanza gassosa altamente tossica: non a caso, le due pompe dosatrici sono solitamente poste alla massima distanza.
Il Registro di Vasca ed i Test Kit
Un altro compito del Bagnino è riportare sul registro di vasca (timbrato dalla ASL di competenza) i valori del cloro e del PH, la temperatura dell’acqua e il numero di bagnanti presenti in acqua al momento del rilevamento.
Il registro di vasca va compilato ogni 2 ore e, se richiesto dall’autorità di competenza, deve poter essere visionato.
Per il controllo di PH e cloro presenti in vasca, il Bagnino effettua, ogni 2 ore, il Tester Manuale o Test Kit. La procedura per utilizzare correttamente il Test Kit prevede i seguenti passaggi:
◾Immergere la provetta colorimetrica graduata nella piscina, a circa 40cm sotto il livello dell’acqua, in modo da riempire i due alveoli al limite segnato. Cercare di evitare le superfici dell’acqua esposte direttamente al sole per non far alterare i valori;
◾Aggiungere le gocce o la pasticca di reattivo per il PH (Rosso Fenolo) secondo le indicazioni riportate sul tester.
◾Aggiungere le gocce o la pasticca di reattivo per il cloro (D.P.D) nella provetta colorimetrica gialla secondo le indicazioni che si trovano sul boccettino.
◾Tappare i due alveoli ed agitare. La colorazione relativa al valore del PH appare immediatamente, mentre per avere l’esatto valore del cloro occorre attendere circa un minuto. La lettura può essere facilitata indirizzando il tester verso la superficie bianca.
Dopo che entrambe le provette raggiungono la propria colorazione, compararle con i valori presenti sulla scala colorimetrica al loro lato e riportarli sul registro di vasca.
Si ricorda che il PH legale è compreso tra 6,5 e 7,5 (valore ideale 7,2-7,4), mentre il cloro deve essere compreso tra 0,7 e 1,5 mg/l (valore ideale 1,2 mg/l).