Lezione 10 – Alcool e Droghe
In questo capitolo verranno fornite alcune indicazioni utili per affrontare le situazioni di emergenza a seguito del consumo eccessivo di alcol o dell’assunzione di droghe. Queste sostanze comportano gravi rischi per la salute fisica e psichica, e gli effetti si possono manifestare anche in seguito al momento dell’assunzione.
Dalle stime dell’Istat e dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di sanità (Iss), emerge che circa 35 milioni di italiani sopra gli 11 anni di età consumino bevande alcoliche (78,1% di uomini e 53,5% di donne) e che, di questi, più di 8,6 milioni abbiano una modalità di bere a rischio. Il consumo a “maggior rischio per la salute” di alcol è più frequente fra i giovani, in particolar modo fra i 18-24enni (circa 36%). Per oltre 780mila studenti (33%) si è trattato di un consumo elevato che ha portato all’intossicazione alcolica e, tra i 18-24enni, la quota di quanti si sono ubriacati nell’ultimo anno è circa il 50%.
Il fenomeno del consumo di droghe, invece, appare in aumento sia nella fascia 18-64 anni sia nella fascia 15-19 anni. In particolare, preoccupante è l’incremento nella fascia giovanile rispetto ai dati riferiti al 2021 (aumento dei consumi dal 18,7% al 27,9%), con un aumento rilevante soprattutto per cannabinoidi sintetici e nuove sostanze psicoattive (NPS), che nel loro complesso rappresentano circa il 10% dei consumi.
La cocaina continua ad essere una delle sostanze stupefacenti più diffuse nel nostro Paese: nel 2022 circa 44.000 studenti (ossia il 2% della popolazione studentesca) ne confermano l’utilizzo, mentre il numero di persone tra i 18 e gli 84 anni è pari a 500.000. Inoltre, circa 4 milioni di persone tra i 18 e gli 84 anni (8,5%) hanno riferito di aver utilizzato prodotti della cannabis almeno una volta nel corso dell’anno. Fra i giovanissimi, sono oltre 580mila gli studenti tra i 15 e i 19 anni (24%) che ne hanno fatto uso.
Intossicazione da Alcool
L’alcol non ha lo stesso effetto su tutti. Alcuni fattori che possono influenzare le conseguenze del consumo di alcol sono il tipo di bevanda che è stata assunta, fattori soggettivi riguardanti la persona (età, sesso, costituzione fisica), la presenza o meno di cibo nello stomaco, la soglia tolleranza, la contemporanea assunzione di sostanze stupefacenti.
In un primo momento, l’assunzione di alcol può dare una sensazione di benessere, di euforia, di scioltezza e facilità nel parlare. In queste condizioni, le percezioni del soggetto sono già alterate. Per questo, è fondamentale non mettersi alla guida se si ha bevuto: piuttosto, chiamare qualcuno per farsi riaccompagnare a casa.
Se un proprio amico ha bevuto troppo, è opportuno portarlo a casa e non farlo guidare, anche se dice di sentirsi bene e sembra molto sicuro di sé.
Cosa fare?
Spesso, chi ha bevuto troppo tende a manifestare comportamenti aggressivi, agitazione e violenza nei confronti di chi gli sta intorno. In questo caso, è importante non lasciare da sola la persona, ma bisogna confortarla e fare attenzione che non faccia del male a qualcuno o a sé stessa.
Dopo la fase di eccitazione, compare la fase di depressione, con un progressivo decadimento delle funzioni superiori fino ad arrivare, nei casi più gravi, allo stato di coma, il quale richiede l’intervento immediato di un soccorso avanzato.
Alcuni sintomi tipici dell’intossicazione da alcol e/o droghe sono volto cinereo, respirazione irregolare, incomunicabilità, e polso debole. Se il soggetto presenta questi sintomi, restargli sempre vicino, farlo camminare, cercare di tenerlo sveglio, pizzicargli la guancia e parlargli con tranquillità.
Se si riprende, non dare né da mangiare né da bere.
Overdose
L’assunzione di sostanze stupefacenti comporta un’alterazione delle facoltà percettive e sensoriali che può variare a seconda della persona e delle situazioni specifiche.
L’overdose da cocaina ed eroina si possono manifestare in diversi modi, a seconda dell’effetto deprimente o eccitante delle sostanze.
In caso di overdose, è importante capire quale sostanza è stata assunta dal soggetto. Chiamare l’1.1.2. e descrivere ai medici i sintomi e le sostanze assunte: cercare di dare quante più informazioni possibili, così che sarà più facile fornire un soccorso focalizzato.
Se si è ancora in possesso della sostanza consumata, è consigliato consegnarla ai paramedici dell’ambulanza, in modo che possano analizzarla e prestare quindi soccorso nel modo più adeguato.
OVERDOSE DA EROINA
Si manifesta con stato comatoso o sub-comatoso, con una grave depressione della respirazione fino all’arresto respiratorio, associato a cianosi e pupille notevolmente diminuite di diametro (miosi). La pressione del sangue può risultare molto diminuita, soprattutto se la persona è in posizione eretta. Segnali che anticipano un’overdose da eroina sono l’alternanza di stati euforici e depressivi, forte eccitazione, sensazioni di calore, sudorazione eccessiva, brividi, incoordinazione motoria, rigidità muscolare, vomito e dolori addominali.
Cosa fare?
Chiamare subito l’ambulanza (1.1.2.). Nell’attesa dell’ambulanza, se perde coscienza assistere il soggetto mettendolo in posizione laterale di sicurezza, mantenendogli libere le vie aeree e, se necessario, fornirgli aria tramite le insufflazioni.
OVERDOSE DA COCAINA
I sintomi tipici di un’overdose da cocaina sono tachicardia, ipertensione, sudorazione eccessiva, ipertermia e pupille dilatate. Possono presentarsi altri sintomi quali paranoia, allucinazioni, comportamenti maniacali, agitazione psico-motoria.
Un’assunzione eccessiva di cocaina può provocare sincope, allucinazioni e crisi convulsive.
Cosa fare?
Chiamare i soccorsi per fornire al soggetto un trattamento farmacologico adeguato. Se dovesse perdere coscienza, metterlo in posizione laterale di sicurezza.
INTOSSICAZIONE DA OPPIODI
Un’altra tipologia di sostanze che, negli ultimi anni, si stanno diffondendo in maniera sempre più ampia sono gli oppioidi, farmaci solitamente usati come antidolorifici (idrocodone, morfina, fentanyl). Anche l’eroina rientra in questa categoria. L’Organizzazione mondiale della sanità stima che 27 milioni di persone assumono oppioidi, che ogni anno sono la causa di 118.000 decessi in tutto il mondo.
Un’intossicazione da oppioidi può verificarsi in chiunque ne faccia uso, non solo in chi ne è dipendente, e può avvenire anche in maniera involontaria. Infatti, questa è causata anche quando si assume un farmaco con dosaggio superiore a quello prescritto dal medico o un farmaco prescritto ad un’altra persona, se si combina con altre sostanze o farmaci o se il soggetto ha più di 65 anni e/o ha patologie pregresse.
L’intossicazione da oppioidi genera una carenza respiratoria che fa rallentare il naturale stimolo alla respirazione, con conseguente arresto respiratorio e cardiaco. I sintomi principali caratterizzanti questa condizione sono:
◾respirazione lenta o assente;
◾soffocamento;
◾perdita di coscienza;
◾pupille di diametro diminuito;
◾cianosi.
Cosa fare?
È fondamentale non iniziare le procedure di primo soccorso in ritardo per intervenire il prima possibile. La prima cosa da fare è valutare l’ambiente circostante, cercando flaconi di farmaci o chiedendo ad eventuali testimoni se sanno qualcosa sull’accaduto. Se non si trova nulla che possa essere d’aiuto, osservare il soggetto cercando segni di iniezioni o cerotti. Nel caso in cui sia incosciente ma si percepisca il respiro, aprire e riposizionare le vie aeree se necessario, per evitare che la respirazione peggiori.
Se la persona non è cosciente ed è in arresto respiratorio, praticare 1 insufflazione ogni 5 secondi per un minuto, seguendo le manovre di B.L.S. Se, invece, è in arresto cardiaco, eseguire la R.C.P.
I soccorritori avanzati possono somministrare il naloxone, un farmaco che, svolgendo la funzione di antidoto, può alleviare gli effetti della depressione respiratoria e ristabilire le condizioni del soggetto. Gli effetti del naloxone durano da mezz’ora a un’ora circa. Possono essere necessarie dosi multiple, visto che la durata dell’azione della maggior parte degli oppioidi è maggiore di quella del naloxone.
Il naloxone può essere somministrato per via intramuscolare, intra-nasale o endovenosa (riservata solo a medici e infermieri): per via intramuscolare si adoperano gli auto-iniettori, ausili portatili che erogano una singola dose equivalente a quella di un’iniezione e funzionano entro 5 minuti.
Per la somministrazione per via intra-nasale, invece, si utilizzano i nebulizzatori, che sono più semplici da usare e permettono all’organismo di assorbire rapidamente il naloxone grazie alle mucose nasali. Inoltre, questo consente anche di evitare il rischio di lesioni dovute alle punture di aghi o siringhe.
Il naloxone dovrà essere somministrato qualora il cuore dell’infortunato batta ma non sia presente il respiro, seguendo le indicazioni riportate sulla confezione. Nel caso in cui, invece, sia in arresto cardiaco, è opportuno valutare se utilizzare il naloxone o meno. In ogni caso, bisogna sempre dare la priorità alla R.C.P.